sabato 29 marzo 2008

Pathfinder

Anno: 2007


Nord america, 600 anni prima di Cristoforo Colombo: dopo una feroce battaglia, un giovanissimo vichingo, unico sopravvissuto degli scontri tra i suoi connazionali e le tribù locali, viene adottato dalle comunità indiane e cresce come uno di loro. Quando le armate vichinghe ritornano e fanno strage della sua nuova famiglia, Ghost, questo il nome dell'eroe, mette in atto una feroce vendetta.

Una trama piatta e scontatissima che rispecchia tutti gli stereotipi degli indiani d'america. Dopo venti minuti già si capisce come andrà a finire il film, chi vivrà e chi morirà.

Particolarmente fastidiosa la presenza dell'immancabile figlia del capo indiano che si innamora del protagonista con annessa scena gratuita e inutile di sesso.

Peccato perchè l'idea di portare al cinema la storia della scoperta dell'America da parte dei vichinghi non era male, una occasione persa.

Da salvare sono i costumi (ottima la rappresentazione dei vichinghi) e la fotografia.

Consigliato: Non so a chi consigliarlo.
Sconsigliato: A tutti.

Voto Peximus: 5


venerdì 21 marzo 2008

Michael Clayton


Regista: Tony Gilroy
Attori: George Clooney, Tom Wilkinson, Sydney Pollack, Tilda Swinton, Austin Williams, Michael O'Keefe

Anno: 2007


Michael Clayton lavora per uno dei più grossi studi legali di New York, che da anni è impegnata a difendere una importante società che produce prodotti chimici per l'agricoltura. Quest'ultima è, infatti, accusata di aver provocato la morte di diverse persone dopo aver messo in vendita un prodotto cancerogeno.Quando ormai la battaglia legale sembra che stia andando a favore della società il miglior avvocato dello studio ha una crisi di coscienza ed è deciso a svelare le prove che ne dimostrerebbero la colpevolezza. Michael Clayton, che da anni si preoccupa di risolvere le grosse grane dello studio con sotterfugi ed espedienti, dovrà ora darsi da fare per accomodare anche questo guaio.
Trama molto semplice e gia vista in troppi film di questo genere, se ci aggiungiamo anche una lentezza clamorosa per tutta la durata della storia il mio giudizio non può che essere negativo.
La prima parte del film è deludente e contorta. La trama si fà più chiara solo dopo oltre la metà del film quando poi si comincia ad assaporare effettivamente l'intento del regista. In definitiva un film che poteva sicuramente riscuotere maggiori consensi di critiche se fosse stata curata la prima parte.
Da salvare sicuramente il cast anche se sprecato.
Consigliato: Ai cosiddetti intellettuali che devono dire per forza che è bel film.
Sconsigliato: A tutti gli altri.


Voto Peximus 5


martedì 18 marzo 2008

Resident Evil: Extinction


Regista: Russell Mulcahy
Attori: Milla Jovovich, Oded Fehr, Ali Larter, Iain Glen, Ashanti, Spencer Locke, Mike Epps
Anno: 2007



Lo sperimentale T-Virus, progettato dalla Umbrella Corporation, è stato diffuso sulla Terra, trasformando la popolazione in un'orda di zombi affamati di carne. Non essendo più sicuri nelle città, Carlos Olivera (Oded Fehr) e L.J. (Mike Epps), assieme ai nuovi personaggi Claire (Ali Larter), K-Mart (Spencer Locke) e l'Infermiera Betty (Ashanti), hanno riunito un gruppo di sopravvissuti e si sono messi in viaggio, attraversando le autostrade del deserto in un convoglio armato. Cercano esponenti della propria specie, ossia esseri viventi non infettati. Quello che trovano nel deserto, invece, è una presenza costante di non-morti, che li costringono ad avere sempre a disposizione decine di armi, migliaia di pallottole e un paio di lanciafiamme per proteggersi.

Buon sequel della saga di Resident Evil arrivato al numero 3 che oltre ad inserire nuovi personaggi aggiunge delle novità alla storia come il cambiamento dell'ambientazione (non piu in città ma nel deserto) e l'abbandono della trama del videogioco (cosa per me positiva). La trama, pur essendo molto semplice, funziona anche con alcuni colpi di scena inaspettati sopratutto riguardo al personaggio di Oliveira.

Apprezzabili le citazioni ad altri celebri film di fantascienza e di horror come "Uccelli" di Hitchcock, Mad Max, Dawn of dead (assedio della base e lo zombi intelligente, capace di ricordare la funzione di alcuni oggetti ) e i sopravvissuti che si spostano a bordo di veicoli blindati (Land of dead). Ottimi gli effetti speciali sia per la rappresentazione degli zombie e per le ambientazioni. Molto bello secondo me il finale, che lascia le porte aperte per il quarto capitolo della saga.

Fantastica Milla Jovovich che fa a pezzi gli zombie con due micidiali machete. Notevole anche Ali Larter vista recentemente in Heroes.
Nota negativa: di nuovo i cani-zombie (basta) e il personaggio forzatamente comico interpretato da Mike Epps (insopportabile).

Sconsigliato a chi non sa divertirsi quardando un film d'azione e che cerca spiegazioni scientificamente plausibili a tutte le scene.
Consigliato agli amanti di Milla Jovovich e alla saga di Resident Evil e a chi vuole godersi 95 minuti di Violenza allo stato puro senza tanti pensieri e troppe balle filosofiche.

Voto Peximus 7 (per gli amanti del genere).


sabato 15 marzo 2008

Sunshine

Regia: Danny Boyle
Anno: 2007


Nell’anno 2057 il Sole è sull’orlo del collasso definitivo: lentamente, inesorabilmente, si sta spegnendo. I popoli della Terra, per garantire la propria sopravvivenza, inviano la navicella Icarus II armandola di un enorme ordigno nucleare la cui massa è pari a quella dell’isola di Manhattan, con lo scopo di farlo esplodere all’interno del Sole restituendogli così la vita, e facendo nascere una nuova stella al suo interno. Ma durante il viaggio, nei pressi di Mercurio, l’equipaggio della Icarus II capta un segnale della precedente missione Icarus I, di cui non si avevano più notizie: decisi a recuperare l’ordigno trasportato dalla navicella dispersa, per avere una seconda possibilità in caso di fallimento, i cosmonauti mettono seriamente a rischio il loro obiettivo…

Buon tentativo da parte di Danny Boyle di fare finalmente un film di fantascienza all'altezza delle produzioni usa. Purtroppo dopo un ottimo inizio il film si perde in un finale talmente scontato da passare quasi inosservato. Non mancano i buchi nella sceneggiatura e i momenti noiosi. E' inevitabile fare confronti con "Punto di non ritorno", "Solaris" e "2010 l'anno del contatto" perchè la trama ricorda troppo questi film.
Note positive sono la fotografia e la parte iniziale.
Note decisamente negative sono la trama troppo scontata, la presenza di un "cattivo" forzata e già vista in precedenti film e il cercare sempre di dare dei significati filosofici anche alle scene più semplici.
In conclusione voglio comunque dare un voto positivo per premiare il tentativo di fare un film di fantascienza cosiddetto serio anche se sono rimasto deluso all'uscita dalla sala.
Lo consiglio a spettatori che cercano di vedere della filosofia ovunque e lo sconsiglio a chi vuole vedere azione a tutti i costi.

Voto Peximus 6 (per lo sforzo del regista).

giovedì 13 marzo 2008

Io sono leggenda

Regia: Francis Lawrence
Attori: Will Smith, Alice Braga



Tratto da un romanzo di Richard Matheson del 1954 il film narra le vicende dello scienziato Robert Neville (Will Smith) apparentemente rimasto l'ultimo uomo sulla terra non contagiato da un virus che rende i pochi umani sopravissuti estremamente violenti e pericolosi. Tre anni dopo il disastro, Neville tenta ancora di capire per quale ragione lui sia rimasto immune al virus e cerca disperatamente un contatto con altri sopravvissuti, evitando, nel frattempo di finire nelle mani dell'orda degli 'Infetti'.

Tengo subito a precisare che non ho letto il libro e non ho visto le precedenti trasposizioni cinematrografiche e quindi la mia valutazione si riferisce esclusivamente alla visione del film.

Eccezzionale la rappresentazione di una New York devastata e abbondonata.
Ottima interpretazione di Will Smith (praticamente unico attore per gran parte della durata della storia) e di Sam, il cane lupo al suo fianco. Anche se la trama è ridotta all'osso, il film è godibile in tutti i suoi 101 minuti senza momenti di pausa o di noia.

Le note stonate del film sono secondo me l'eccessivo utilizzo della Computer Grafica per la rappresentazione degli infetti e un finale un po troppo buonista. C'è da tenere presente che il finale visto al cinema non è il finale voluto dal regista. Il finale alternativo è presente nel DVD versione USA (speriamo bene per l'edizione italiana) ed è visibile in lingua originale al seguente link http://it.youtube.com/watch?v=v76G_gRgHio che rende più giustizia al film dando anche alcune risposte alla trama come la presunta intelligenza degli infetti.

Curiosità: la figlia di Robert Neville è interpretata da Willow Smith figlia veramente di Will Smith.

Il film lo consiglio agli amanti del genere, e lo sconsiglio a chi non ha fantasia e cerca nel cimena solo realtà. Sconsigliato anche alle persone che quando vedono un film tratto da un libro sperano che la trama sia la fotocopia esatta del libro rimando ovviamente delusi.

Voto Peximus: 7.5

Il mistero delle pagine perdute

Regia: Jon Turteltaub

La trama si svolge tra wasington, parigi e il monte Rushmore alla ricerca di una mappa che porta alla scoperta di un tesoro, il tutto infarcito con inseguimenti battute scontate ed effetti speciali.

Rispetto al primo episodio è stato fatto almeno un passo all'indietro.
Purtoppo la cosa più negativa è la trama, troppo semplice e poco credibile a volte al limite del ridicolo come la scena della foto dell'autovelox.

Non manca neanche l'ormai noioso hacker capace di infiltrarsi in sistemi super sicuri con un semplice cellulare o iPod.
La presenza di Harvey Keitel (che nostalgia il Mr. Wolf di Pulp Fiction) la ritengo deciamente superflua, utlizzato solo in un paio di scene neanche convincenti. Diane Kruger inserita per forza nel film, solo per la necessita di una bella presenza femminile e nulla più. Particolarmente odioso il personaggio interpretato Justin Bartha forzatamente comico e impacciato.

Nota positiva la presenza nel cast di Ed Harris e del sempre bravo Jon Voight.
Lontani anni luce da Indiana Jones il film si rivolge ad un pubblico distratto e con poche pretese
Nonostante tutto, il film secondo me alla fine riesce a strappare la sufficienza stiracchiata;
consigliabile solo a chi vuole passare un paio di ore senza pensieri e senza cercare il significato della vita.

Voto di Peximus: 6-

mercoledì 12 marzo 2008

I Sette Samurai.

Shichinin No Samurai
(titolo originale)
.

Giappone, 1954 - B/N - regia di Akira Kurosawa - scritto da Akira Kurosawa, Shinobu Hashimoto, Hideo Oguni - fotografia di Asakazu Nakai - montaggio di Akira Kurosawa - interpreti: Takashi Shimura, Toshiro Mifune, Yoshio Inaba, Seiji Miyaguchi, Minoru Chiaki, Daisuke Kato, Isao (Ko) Kimura, Kuninori Kodo, Kamatari Fujiwara, Yoshio Tsuchiya, Bokusen Hidari...


Avevo sempre sentito parlare di questo film... e avevo visto il film western che aveva ispirato ("I Magnifici Sette" di John Sturges), ma non avevo mai avuto l'occasione di vedere l'originale... e avevo sbagliato.
Si perchè questo è senza dubbio uno dei migliori film mai girati e si merita di diritto di stare nei primi 10 di imdb. Chiunque capisca di cinema, vedendo I Sette Samurai riconoscerà immediatamente tutte le tematiche che hanno fatto grande il cinema che è venuto dopo... il genere western americano, come anche lo spaghetti western e il cinema d'azione moderno, compresi i film di supereroi e pietre miliari come Star Wars, devono molto a questa pellicola. Ogni qualvolta vedrete una storia basata su un gruppo formato da personaggi diversi tra loro, ognuno con la sua particolarità, uniti da un ideale comune è a questo film che dovrete fare riferimento... Perchè è qui che nasce per la prima volta questa idea.
Kurosawa ci porta nel Giappone del cinquecento, un mondo diviso, da un lato la campagna abitata da risaie, villaggi contadini e briganti organizzati in bande, dall'altro lato, piccole città polverose, abitate da piccoli mercanti, malavitosi e Ronin... i Samurai senza padrone, pronti a sfoderare la spada dietro compenso. La storia è molto semplice (la rivelo perchè non credo di raccontare nulla che non si sappia già), Un villaggio di contadini sa che presto verrà razziato da una banda di briganti, quindi decide di assoldare dei Samurai per potersi difendere... ma scegliere chi potrà assolvere questo compito non si rivela affatto facile per i poveri contadini che possono offrire solo vitto e alloggio in cambio di un'impresa che potrebbe costare la vita di chi accetterà... Il film è incentrato tra il contrasto tra i due mondi, la campagna e la città, la lentezza e la velocità, la paura e il coraggio, il vecchio e il nuovo... Lo spettatore è quasi infastidito dall'atteggiamento dei contadini... gente in preda al panico e piccola... che pretende protezione in cambio di poco, salvata soltanto dalla nobiltà di pochi uomini guerrieri, un'amalgama di personaggi eterogenei che guidati dal più saggio dei sette riuscirà a trasformare il villaggio di contadini in un fortino impenetrabile.
Ma il film non è solo questo... il film è soprattutto la storia di questi sette Samurai, le loro differenze, le loro particolarità, che permetteranno ognuna di riuscire nell'impresa. C'è il saggio Kambei (Takashi Shimura), il primo Samurai che accetterà di affrontare l'impresa, Leader naturale e il principale autore della strategia di battaglia, Gorobei, Samurai esperto al pari di Kambei, che avrà il compito di aiutarlo ad organizzare il piano di difesa del villaggio, Shichiroji vecchio compagno d'armi di Kambei e ottimo arciere, Heihachi meno dotato degli altri ma portatore di una sana allegria che tornerà utile al gruppo nei momenti difficili, Katsushiro il giovane discepolo desideroso d'imparare, Kyuzo il più bravo, lo spadaccino senza paura, col viso di pietra e la via del guerriero come filosofia di vita, ed infine l'ultimo... Kikuchiyo (Toshiro Mifune) in realtà un finto Samurai... dotato di un coraggio più simile alla pazzia, ma che si rivelerà fondamentale per poter comunicare col villaggio e fare in modo che questo segua le decisioni dei Samurai, l'unico che conosce la vera natura dei contadini, l'unico che ne capisce la vera essenza di infidi falsi e traditori ed allo stesso tempo l'unico che conosca il motivo di questo loro essere.

Ovviamente non dimentichiamo che questo è un film del 1954... e uno spettatore moderno probabilmente reggerà poco i momenti di lentezza che preparano alla battaglia finale... ma nulla è lasciato al caso e tutto serve alla descrizione dei personaggi e dell'ambiente in cui si svolge la storia.
Concludendo, un bellissimo film, che ha inventato un genere e insegnato moltissimo a molti registi su come si racconta una storia.


Cmq... prima o poi lo rivedo ma in questo caso non cambio idea.



Non è un paese per vecchi

Regia: Ethan Coen e Joel Coen
Attori: Tommy Lee Jones, Javier Bardem, Josh Brolin, Woody Harrelson, Kelly MacDonald.
Anno: 2008



La storia si svolge nel Texas degli anni 80. Llewelyn Moss (Josh Brolin) durante una battuta di caccia nel deserto trova alcuni fuoristrada disseminati di cadaveri a causa di una compravendita di droga andata male. Llewelyn Moss si impossessa di una valigetta con due milioni di dollari senza fare i conti con gli spacciatori messicani, con l'assassino psicopatico Anton Chigurh (Javier Bardem) e con lo sceriffo Ed Tom Bell (Tommy Lee Jones).

Ispirato al romanzo del Premio Pulitzer Cormac McCarthy il nuovo film dei fratelli Coen è la trasposizione di un western ai giorni nostri.
Nonostante il film sia girato con ritmo lento (tipico dei western di Sergio Leone), non ci si annoia mai. Tra le morti violente ad opera di un fantastico Javier Bardem giustamente premiato con l'oscar e una trama sempre convincente, le quasi due ore di film filano via velocemente senza un attimo di pausa.
Da notare anche le interpretazioni di Tommy Lee Jones nella parte di uno sceriffo prossimo alla pensione e sopraffatto dalla violenza della società e Josh Brolin, nei panni di un reduce del vietman con l'occasione di cambiare vita.
Da segnalare anche una breve apparizione Woody Harrelson, anche lui assassino come Javier Bardem.

Particolare importanza hanno i dialoghi, sopratutto quelli che vedono protagonista lo sceriffo che si prestano a varie interpretazioni per meglio capire il senso del film.
In conclusione "Non è un paese per vecchi" è un film molto bello che merita i premi oscar vinti (miglior film , miglior regia, miglior attore non protagonista e miglior sceneggiatura non originale), non è consigliabile ad un pubblico distratto, amante dei vari "vacanze di natale" o dei film con Steven Segal .

Voto di Peximus: 8